
Terminata negli USA la programmazione della quarta stagione di Lost che è riuscita ancora una volta nell’intento di lasciare tutti col fiato sospeso, bocca spalancata e un ebete espressione sul viso tra l’incredulità e la tangibile espressività di uno stupore irresistibile; irresistibile al nuovo parto (9 mesi d’attesa) che intercorrerà prima della messa in onda della quinta stagione.
I naufraghi sono sempre meno naufraghi ma sempre più “persi”, gli enigmi continuano ad aumentare in un vortice spaventoso ma, seppur può sembrar difficile a credere, anche le risposte incominciano a pervenire, interrompendo quell’odioso ciclo che aveva caratterizzato le serie precedenti per cui ogni elemento svelato era correlato a tanti nuovi quesiti.
Due anni alla fine di tutto, dopodichè si potrà tornare a vivere una vita tranquilla o almeno a sognarla come Tricarico, togliendo del tutto quel tarlo che è Lost, quella serie televisiva che è ormai penetrata nel cuore di tutto riuscendo a farsi amare per gli intrecci dei personaggi e le loro vicessitudini prima di giunger nell’isola “fortunata”.
Tuttavia a incrinare una delle serie più avvincenti e innovative dell’ultimo decennio ci ha pensato il pubblico statunitense. Eccezion fatta per la seconda serie, tutte le altre dopo la prima hanno continuato nel perdere ascolti passando da 18 milioni di telespettatori a poco più di 12 milioni dell’ultima puntata. Un calo che suona come un campanello d’allarme, inducendo gli sceneggiatori a ulteriormente stringere i termini narrativi per poter avvicendare più fatti e tenere alto il ritmo di visione, catturando così il telespettatore davanti alla televisione.
A completare poi questa meraviglia ci ha pensato il giustificato sciopero degli sceneggiatori, che ha bloccato la stesura dei vari episodi dalla 8 in poi, facendo così pausare l’intera stagione di un mese per permettere la ripresa dei nuovi episodi una volta ultimato lo sciopero, portando così a 13 il numero di episodi presenti nella quarta stagione.
De-drogarsi da Lost non è un compito semplice in molti ci hanno provato e hanno finito per imitare jack nella 3*22 buttandosi da un ponte…
Ancora una volta grandi attori, interpretazioni da pelle d’oca, un incredibile Desmond nella 4*05 “The costant” e più in generale dell’intero cast, dal dottor jack a bernard alle comparse inutili che stanno in qualsiasi posto. Lost è un prodotto di successo perchè ben realizzato e con persone serie che ne curano ogni aspetto. Tale minuziosità può tuttavia sfociare in “incomprensione” da parte dei meno passionevoli e di quelli che per la fretta di arraffare tutto, vorrebbero sapere già domani cos’è lo smoke monster e come tornano a casa…
Or dunque l’ultimo enigma restante è con quali serie si potrà rimpiazzare (di nuovo) il solco interno all’anima lasciato da Lost…